Insisto sempre sull'importanza di incorporare i profili colore (ICC) all'interno dei propri file, in fase di salvataggio dei medesimi. Ciò risulterà particolarmente utile, ad esempio, nel caso di visualizzazione delle immagini attraverso un browser web...sempre che quest'ultimo, naturalmente, sia in grado di interpretarli e tradurli correttamente. Sia Safari (anche nella versione Windows) che Firefox svolgono ottimamente questo compito. Anche Explorer 9 lo fa... ma ne sconsiglio l'utilizzo per altri motivi (ormai noti a tutto il mondo, credo).
Per verificare se il browser che utilizzate abitualmente gestisce correttamente il colore, eseguite il semplice test descritto in questa pagina (in inglese, dannazione!). In sostanza, se passando il cursore del mouse e/o cliccando sul box immagine a sinistra, i colori NON cambiano, significa che il vostro browser legge correttamente i profili ICC incorporati e li converte nel profilo colore ICC del monitor garantendovi, nei limiti del possibile (molto dipende dalla bontà del profilo colore del monitor), una fedele riproduzione dei colori originali. Ecco una buona ragione per calibrare e profilare regolarmente il vostro LCD (...lo fate, vero?!).
Diversamente, un browser NON in grado di interpretare i profili colore, vi mostrerà le immagini (sempre quelle nel box di sinistra) con colori e/o tonalità più o meno differenti, perché applicherà ad esse, indistintamente, uno stesso identico profilo ICC generico, di default.
Nel box di destra, invece, si possono osservare le differenze di visualizzazione che derivano da immagini pubblicate SENZA profilo ICC incorporato (cosiddette: untagged).
Scorrete nella pagina e, se volete, troverete altre utili ed interessanti considerazioni sull'argomento...
Visualizzazione post con etichetta browser. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta browser. Mostra tutti i post
domenica 21 agosto 2011
Tagged è meglio
Etichette:
browser,
color management,
gestione del colore,
ICC,
profilo colore,
tagged,
untagged,
web
lunedì 15 settembre 2008
Archivio in ordine/2

Conservare e archiviare i propri scatti fotografici richiede certamente impegno, organizzazione e costanza. Ne sanno qualcosa coloro che, ritenendola un'attività secondaria - se non addirittura marginale - si guardano bene, soprattutto per pigrizia o superficialità, dal dedicarvisi con l'attenzione e lo scrupolo che questa meriterebbe. Questo vale non solo per il materiale fotografico tradizionale - di cui ho già scritto in un precedente post - ma anche per quello digitale. Chi sostiene che, con l'avvento delle nuove tecnologie, il problema può considerarsi risolto (o perlomeno molto semplificato) si sbaglia di grosso. Certo, oggi è possibile stipare enormi quantitativi di immagini sui più svariati tipi di supporti (schede, dischi rigidi, CD e DVD ecc...); questo, se da un lato rappresenta un indubbio vantaggio, dall'altro ci induce a trascurare alcune delle fasi fondamentali del corretto processo di archiviazione: la più importante è senz'altro quella della selezione, intesa come individuazione - fondata su di un attento esame tecnico/critico - delle immagini migliori (da conservare) e di quelle mal riuscite o insignificanti (da cestinare). Fate la prova: su - ipotizziamo - 50 scatti, quanti veramente valgono la pena di essere conservati? Se siete bravi, la metà; il più delle volte, un terzo; nei casi sfortunati, uno o due! Se la foto è brutta, è brutta: a che serve conservarla (se non a rallentare l'operazione di ricerca ed a stressare la ram del computer)? Scelte le foto, poi, mettetele in una cartella. E' molto più pratico tenere tutte le immagini in un solo luogo e non sparse ovunque sul computer. Questa cartella si chiamerà, necessariamente, "Immagini" e conterrà altre cartelle (sottocartelle), tante quante ne vorrete creare, suddivise per temi e/o categorie. Esempio: la cartella "Immagini" contiene 5 sottocartelle del tipo: Natura; Arte; People; Animali; Luoghi e Oggetti generici. La cartella "Animali" conterrà a sua volta le sottocartelle: "Mammiferi", "Invertebrati", "Pesci" e così via...Dedicate tutto il tempo necessario a questa prima fase di impianto dell'archivio, creando le cartelle di base necessarie secondo le proprie personali esigenze. Nel contempo, sarà opportuno spendere un paio di minuti per inserire i "tag" relativi a ciascuna immagine: si tratta di semplici parole-chiave che descrivano sinteticamente il soggetto e/o i concetti ad esso associati e che permettono, quando occorre, di rintracciare rapidamente la foto che si desidera. In Photoshop è sufficiente cliccare su File> Info file...e inserire la/le parole-chiave nel relativo campo. Nel momento in cui serve trovare una data immagine, basterà ricorrere alla funzione di ricerca integrata in Bridge (o Browser File, nelle precedenti versioni): digitate la parola-chiave che vi interessa e il programma troverà in un sol colpo tutte le immagini che la contengono. Consiglio vivamente a tutti di effettuare regolari back-up della propria cartella Immagini, per esempio su un hard disk esterno, un DVD o su server online. Ricordate che gli utenti di computers si dividono in tre categorie: quelli che hanno perso i dati, quelli che li perderanno prima o poi...e quelli che fanno backup.
Etichette:
adobe bridge,
archivio,
browser,
catalogare,
selezionare,
tag
Iscriviti a:
Post (Atom)
