Visualizzazione post con etichetta editing. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta editing. Mostra tutti i post

giovedì 30 aprile 2015

Fringing in PS



Un vecchio espediente al quale ricorrere in caso ci accorgessimo di aver dimenticato di eliminare, in ACR o LR, la fastidiosa aberrazione cromatica (nota anche come purple fringing) e fossimo ormai avanti con l'editing, tanto da non voler tornare al file grezzo e perdere tutte le modifiche apportate in Photoshop. Vi si può ricorrere anche quando, nonostante i tentativi in "camera chiara", non si riesca ad eliminare completamente il problema. In questo caso, è presto fatto: si duplica il livello e gli si applica una sfocatura che varia a seconda delle dimensioni in pixel dell'immagine (partiamo da un valore di 15, in su); poi, si pone il livello duplicato e sfocato in modalità di fusione Colore: se l'immagine in questione non contiene dettagli e colori particolari, questa mossa, da sola, è sufficiente a mimetizzare il fringe; diversamente, se notate alterazioni cromatiche indesiderate anche in altre aree dell'immagine, siate ancor più selettivi: applicate una maschera al livello sfocato, riempitela di nero, e con un pennello morbido bianco dipingetevi sopra in corrispondenza degli aloni da neutralizzare. Inutile ricordare che alla maschera può essere, in seguito, diminuita l'opacità per dosare/aggiustare l'effetto in modo opportuno.

martedì 5 maggio 2009

Photoshop non è Dio*


Per quanto formidabili siano gli strumenti di correzione e di elaborazione delle immagini, di cui Photoshop dispone, è importante non dimenticare mai che il compito del fotografo è quello di mettere in atto, prima, tutti gli accorgimenti necessari ad ottenere una fotografia perfetta. Occorre, cioè, non partire dal presupposto che un software (per quanto potente) abbia la capacità di rimediare, sempre e comunque, a qualsiasi nostro errore – creativo e/o tecnico – compiuto in fase di ripresa, trasformando una foto mediocre, in un capolavoro. Photoshop è fantastico...ma non fa le foto: quelle gliele dobbiamo fornire noi. Se gli proponiamo una materia prima di qualità, lui ci restituirà un prodotto finito impeccabile; in caso contrario, farà del suo meglio, ma preparatevi a trascorrere molte ore davanti al monitor e a fare compromessi – più o meno pesanti – sulla qualità del risultato finale. Quando è possibile, quindi, è sempre meglio prendere le decisioni che contano, a monte.
In breve, osserviamo il nostro soggetto; concentriamoci sugli aspetti che più ci interessano: cerchiamo di "vederli fotograficamente" (Feininger); scegliamo l'obiettivo adatto alla ripresa che abbiamo in mente e componiamo, di conseguenza, l'inquadratura; effettuiamo una lettura esposimetrica accurata – dopo aver considerato e scelto il valore ISO necessario – e controlliamo la perfetta messa a fuoco (che va fatta MANUALMENTE) del soggetto.
Con queste premesse, risparmieremo un sacco di tempo e saremo in grado di ottimizzare l'immagine, con pochi clic del mouse, e, ciò che più conta, senza alterare/modificare eccessivamente la struttura dei pixel, evitando – o contenendo al massimo – la perdita di dati (con conseguente, inevitabile, formazione di artefatti).

*...ma può fare miracoli!