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giovedì 30 aprile 2015

Fringing in PS



Un vecchio espediente al quale ricorrere in caso ci accorgessimo di aver dimenticato di eliminare, in ACR o LR, la fastidiosa aberrazione cromatica (nota anche come purple fringing) e fossimo ormai avanti con l'editing, tanto da non voler tornare al file grezzo e perdere tutte le modifiche apportate in Photoshop. Vi si può ricorrere anche quando, nonostante i tentativi in "camera chiara", non si riesca ad eliminare completamente il problema. In questo caso, è presto fatto: si duplica il livello e gli si applica una sfocatura che varia a seconda delle dimensioni in pixel dell'immagine (partiamo da un valore di 15, in su); poi, si pone il livello duplicato e sfocato in modalità di fusione Colore: se l'immagine in questione non contiene dettagli e colori particolari, questa mossa, da sola, è sufficiente a mimetizzare il fringe; diversamente, se notate alterazioni cromatiche indesiderate anche in altre aree dell'immagine, siate ancor più selettivi: applicate una maschera al livello sfocato, riempitela di nero, e con un pennello morbido bianco dipingetevi sopra in corrispondenza degli aloni da neutralizzare. Inutile ricordare che alla maschera può essere, in seguito, diminuita l'opacità per dosare/aggiustare l'effetto in modo opportuno.

lunedì 23 febbraio 2015

Giù la maschera!


Un efficace metodo per eliminare la fastidiosa maschera arancione presente sui negativi a colori, scansionati o fotografati, in questo tutorial. Il sistema si basa sull'utilizzo dell'algoritmo Equalizza di Photoshop che, come spiega Adobe […] ridistribuisce i valori di luminosità dei pixel in un’immagine, affinché rappresentino più uniformemente tutto l’intervallo dei livelli di luminosità [...].
Se avete molte immagini da elaborare, suggerisco di registrare un'azione, per poi eventualmente applicare il Batch attraverso il comando File> Automatizza.

lunedì 1 agosto 2011

Taglia & cuci


Un interessante experience Nikon sull'assemblaggio (stitching) e la fusione (blending) di più scatti con lo scopo di ricavare una immagine panoramica. Il tutto attraverso la funzione Photomerge, integrata in Photoshop CS. Consigli utili su come ottimizzare la ripresa fotografica e la post-produzione (il flusso di lavoro descritto attraverso Nikon Capture NX 2 può essere facilmente eseguito anche in Abobe Camera Raw).
Suggerisco di lavorare sempre su file a 16bit e convertire a 8bit solo al termine del fotoritocco.

domenica 19 settembre 2010

L'Arte di Erik

È proprio vero che con Photoshop l'unico limite è quello della fantasia: date un'occhiata ai lavori di questo giovane artista svedese. Erik Johansson affianca al suo indubbio talento fotografico grande creatività e un uso sapiente del fotoritocco, creando immagini fantastiche e surreali. I puristi della fotografia non si scandalizzino...anche questa è arte!

mercoledì 1 luglio 2009

Primi passi con Photoshop


Ebbene, quest'anno niente vacanze. Ne approfitterò per dedicarmi a quei lavoretti domestici, tipici dell'estate...una bella imbiancata alla camera, un po' d'ordine in garage (ma gli scatoloni vuoti di computer, stampanti, scanner e quant'altro, voi li conservate? Non so perché, ma a me dispiace buttarli via...). Tra una pennellata e l'altra, darò anche qualche lezione di Photoshop: ho deciso di proporre, esclusivamente per i mesi di luglio e agosto, un mini-corso, in 3 lezioni, il cui obiettivo è quello di introdurvi all'utilizzo del programma attraverso una panoramica degli strumenti principali, con una serie di esempi e dimostrazioni pratiche che eseguiremo, insieme, sul mio computer. Vedremo come scaricare, archiviare e gestire correttamente le foto, dalla fotocamera al computer; come pianificare un corretto flusso di lavoro dei file Raw, con Adobe Camera Raw (plug-in di Photoshop); come visualizzare, analizzare, correggere, ritoccare le immagini con Photoshop; come (e perché) salvare i files nei formati più convenienti, a seconda dell'output finale...e altro ancora. Quello che cercherò di fare, insomma, sarà di illustrarvi le operazioni fondamentali in modo che voi possiate iniziare a sperimentarle direttamente, da subito, sulle vostre immagini; al tempo stesso, apprenderete le basi fondamentali che vi permetteranno, in futuro, di sviluppare – anche da soli – lo studio e l'approfondimento del software. È possibile prenotarsi, a partire da adesso. Termine iscrizioni: 18 agosto.

martedì 5 maggio 2009

Photoshop non è Dio*


Per quanto formidabili siano gli strumenti di correzione e di elaborazione delle immagini, di cui Photoshop dispone, è importante non dimenticare mai che il compito del fotografo è quello di mettere in atto, prima, tutti gli accorgimenti necessari ad ottenere una fotografia perfetta. Occorre, cioè, non partire dal presupposto che un software (per quanto potente) abbia la capacità di rimediare, sempre e comunque, a qualsiasi nostro errore – creativo e/o tecnico – compiuto in fase di ripresa, trasformando una foto mediocre, in un capolavoro. Photoshop è fantastico...ma non fa le foto: quelle gliele dobbiamo fornire noi. Se gli proponiamo una materia prima di qualità, lui ci restituirà un prodotto finito impeccabile; in caso contrario, farà del suo meglio, ma preparatevi a trascorrere molte ore davanti al monitor e a fare compromessi – più o meno pesanti – sulla qualità del risultato finale. Quando è possibile, quindi, è sempre meglio prendere le decisioni che contano, a monte.
In breve, osserviamo il nostro soggetto; concentriamoci sugli aspetti che più ci interessano: cerchiamo di "vederli fotograficamente" (Feininger); scegliamo l'obiettivo adatto alla ripresa che abbiamo in mente e componiamo, di conseguenza, l'inquadratura; effettuiamo una lettura esposimetrica accurata – dopo aver considerato e scelto il valore ISO necessario – e controlliamo la perfetta messa a fuoco (che va fatta MANUALMENTE) del soggetto.
Con queste premesse, risparmieremo un sacco di tempo e saremo in grado di ottimizzare l'immagine, con pochi clic del mouse, e, ciò che più conta, senza alterare/modificare eccessivamente la struttura dei pixel, evitando – o contenendo al massimo – la perdita di dati (con conseguente, inevitabile, formazione di artefatti).

*...ma può fare miracoli!

giovedì 12 marzo 2009

Questioni di tag


Il mio amico Mario non riusciva a spiegarselo: – Per quale strano motivo il visualizzatore di Windows mi mostra le immagini, riprese con la mia Nikon D700, in orizzontale, nonostante io le abbia scattate in verticale? –.
Piccola premessa: i file prodotti dalle fotocamere incorporano al loro interno un gran numero di tag EXIF (relativi a dimensione, risoluzione, bilanciamento del bianco, profondità bit, ecc.): metadati che, in pratica, forniscono al nostro software di elaborazione (Photoshop e simili) le istruzioni sul modo corretto di trattare le immagini. Tra questi dati, anche quello relativo all'orientamento dell'inquadratura (orizzontale o verticale). Photoshop – e altri software – non hanno alcun problema a tradurre correttamente questi tag, e ruotano automaticamente l'immagine nella giusta posizione.
Il problema (una volta escluso il malfunzionamento o la disattivazione del sensore che rileva l'orientamento dell'inquadratura, sull'apparecchio) risiede, molto probabilmente, nel visualizzatore di Windows, che, invece, ha qualche difficoltà di "comunicazione" con alcuni metadati.
La soluzione consiste nell' installare un visualizzatore alternativo, più efficiente, come ad esempio xnview (gratuito).

Ps:
Per una lista veramente completa dei tag Exif, relativi a una data immagine, ci si colleghi al sito di Jeffrey Friedl e, in alto a sinistra, si selezioni il pulsante radio "From File"; si sfogli il proprio HD alla ricerca dell'immagine di cui ci interessa verificare le informazioni e si dia Ok; infine, un clic su "View Image From File": dopo un attesa ragionevole – dipende dalle dimensioni del file – lo schermo si riempirà di informazioni dettagliatissime, che neppure Photoshop è in grado di restituire!

lunedì 24 marzo 2008

Ancora sui Livelli...


Al fine di ottenere risultati di stampa ottimali - con Photoshop - è necessario effettuare, una volta per tutte, l'impostazione dei valori di destinazione del nero e del bianco. Per far ciò, occorre aprire la finestra di dialogo Livelli e quindi fare doppio clic sul contagocce del punto bianco: si aprirà la finestra Selettore colore. Nella scala HSB, inserire il valore 95 all'interno del campo B (accertatevi che l'opzione "Solo colori Web" sia disattivata...e che lo resti anche in seguito) e premete Ok. Doppio clic, ora, sul contagocce nero, nella finestra Livelli. Digitate 5 nel medesimo campo (B). Osservate come, di conseguenza, anche i valori nella scala RGB cambiano. Clic su Ok nella finestra Selettore colore e poi Ok in quella Livelli. Ci sarà chiesto se si desidera impostare i valori immessi come definitivi: cliccare su Sì. Questa regolazione, pur non rappresentando un parametro di riferimento fisso e/o assoluto, consente - da un lato - di mantenere una leggera tonalità anche nei punti più bianchi (chiari) della stampa e - dall'altro - di limitare la perdita di eventuali dettagli/particolari nelle aree più in ombra (scure). La configurazione, naturalmente, può essere in seguito modificata o aggiustata a seconda delle proprie esigenze, oppure ripristinata ai valori di default.

mercoledì 13 febbraio 2008

Una questione di numeri


L' argomento "gestione del colore" - certamente uno tra i più ostici e difficili da comprendere - soprattutto in relazione al problema di non corrispondenza tra ciò che appare a video e la stampa finale, non è certo di quelli che si esauriscono nello spazio di un post. Un consiglio? Rilassatevi, inspirate profondamente...quindi collegatevi al sito di Mauro Boscarol - un professionista espertissimo in materia - e rimboccatevi le maniche: qui, troverete notizie, spunti ed approfondimenti preziosi su tutto ciò che riguarda il colore. Consiglio, senz'altro, di scaricare i files .pdf delle lezioni (tenute durante i suoi corsi professionali) che l'Autore mette gentilmente a disposizione sulla sua homepage.

martedì 5 febbraio 2008

Occhio ai livelli.


Una delle prime valutazioni da effettuare sull'immagine - in Photoshop - si fa osservando l'istogramma. La finestra che appare dopo aver fatto clic - nella palette Livelli, in basso - sull'icona "nuovo livello di regolazione" e, poi, su "Livelli...", mostra appunto l'istogramma relativo all'immagine che stiamo trattando: esso non è altro che la rappresentazione grafica della distribuzione della luminosità dei pixel che costituiscono l'immagine stessa. I valori scuri si trovano a sinistra, quelli chiari a destra. Ne consegue che, ad immagini particolarmente scure (o sottoesposte), corrisponderà un istogramma che mostrerà una densità di dati particolarmente concentrata nella parte sinistra del grafico; viceversa, immagini con prevalenza di tonalità chiare (o sovraesposte) restituiranno un istogramma fortemente sbilanciato a destra. Uno degli interventi più semplici (ma spesso risolutivi) da adottare in situazioni simili consiste nel rimappare i valori dell'immagine, agendo sui triangolini disposti lungo la barra orizzontale - immediatamente sotto all'istogramma - allo scopo di restituire all'immagine una gamma dinamica (e tonale) più equilibrata: si tratta di spostare - trascinandoli col mouse - i triangolini (il sinistro o il destro, o entrambi, in base alla conformazione dell'istogramma) in prossimità degli estremi dell'area del grafico rappresentato (vedi l'esempio in alto, in cui - data un'immagine fortemente sovraesposta - il cursore sinistro è stato trascinato verso destra, all'inizio dei primi dati visibili). Le modifiche apportate sono osservabili, in tempo reale, nell'immagine aperta.

sabato 10 novembre 2007

Restauro virtuale


A differenza del "restauro tradizionale" che opera direttamente sul documento originale (stampa fotografica, negativo, positivo ecc), principalmente allo scopo di limitare e/o prevenire successivi deterioramenti, il restauro virtuale - attraverso l'impiego di software dedicati - permette di realizzare tutti quegli interventi inattuabili con la metodologia classica: ripristino del contrasto originale, ricostruzione delle parti abrase o mancanti, riequilibratura tonale e cromatica, recupero di dettagli e particolari altrimenti invisibili ad occhio nudo. Inoltre, questa tecnica - al contrario di altre - esclude qualsiasi tipo di alterazione e/o modifica del supporto originale, intervenendo esclusivamente su una fedele riproduzione digitale del medesimo, ottenuta mediante scanner ad alta definizione o, in taluni casi, con l'ausilio di speciali apparecchi fotografici. In seguito all'ottimizzazione per l'output, si invia il file in stampa (che avviene attraverso il tradizionale processo chimico, su carta fotografica). Il supporto originale è riconsegnato al committente intatto, unitamente alla copia perfettamente restaurata e al CD, contenente il relativo file.
Vai sul mio sito e visita la sezione "Portfolio" per vedere alcuni esempi...