Il mio amico Mario non riusciva a spiegarselo: – Per quale strano motivo il visualizzatore di Windows mi mostra le immagini, riprese con la mia Nikon D700, in orizzontale, nonostante io le abbia scattate in verticale? –.
Piccola premessa: i file prodotti dalle fotocamere incorporano al loro interno un gran numero di tag EXIF (relativi a dimensione, risoluzione, bilanciamento del bianco, profondità bit, ecc.): metadati che, in pratica, forniscono al nostro software di elaborazione (Photoshop e simili) le istruzioni sul modo corretto di trattare le immagini. Tra questi dati, anche quello relativo all'orientamento dell'inquadratura (orizzontale o verticale). Photoshop – e altri software – non hanno alcun problema a tradurre correttamente questi tag, e ruotano automaticamente l'immagine nella giusta posizione.
Il problema (una volta escluso il malfunzionamento o la disattivazione del sensore che rileva l'orientamento dell'inquadratura, sull'apparecchio) risiede, molto probabilmente, nel visualizzatore di Windows, che, invece, ha qualche difficoltà di "comunicazione" con alcuni metadati.
La soluzione consiste nell' installare un visualizzatore alternativo, più efficiente, come ad esempio xnview (gratuito).
Ps:
Per una lista veramente completa dei tag Exif, relativi a una data immagine, ci si colleghi al sito di Jeffrey Friedl e, in alto a sinistra, si selezioni il pulsante radio "From File"; si sfogli il proprio HD alla ricerca dell'immagine di cui ci interessa verificare le informazioni e si dia Ok; infine, un clic su "View Image From File": dopo un attesa ragionevole – dipende dalle dimensioni del file – lo schermo si riempirà di informazioni dettagliatissime, che neppure Photoshop è in grado di restituire!
Un altro corso è andato...grazie a tutti. Ci sentiamo tra un po' per parlare di un eventuale mostra (a cui potrebbero partecipare anche gli allievi dei corsi precedenti), con tema ancora da definire: proposte e suggerimenti sono i benvenuti.
Buon lavoro.
Nella lezione di lunedì scorso abbiamo solo accennato velocemente alle differenze tra gli obiettivi tradizionali, quelli per il formato comunemente detto 35mm (ma sarebbe più corretto chiamarlo 24x36) e quelli digitali. Sappiamo che il sensore digitale è più piccolo rispetto al classico fotogramma della pellicola (che, appunto, misura 24mm. x 36mm.) e che, di conseguenza, le case produttrici hanno dovuto - guarda caso - realizzare obiettivi dedicati, modificando la lunghezza focale: un prospetto con le misure dei sensori (non esiste uno standard, tanto per complicarsi la vita!) si può scaricare QUI. La cosa non tocca minimamente chi, avvicinandosi per la prima volta alla fotografia, acquista subito un apparecchio digitale, e non ha quindi parametri di riferimento coi "vecchi" standard: familiarizza, cioè, da subito, col formato digitale. Qualche perplessità, semmai, ce l'ha chi - abituato al formato analogico (pellicola) vede i suoi valori di riferimento decisamente stravolti, nel momento in cui decide di acquistare una fotocamera digitale. A tale scopo può aiutare la consultazione di questa tabella (scaricate il file .pdf). Per un ulteriore approfondimento sul tema, consiglio di leggere anche gli appunti di Agostino Maiello, da cui ho selezionato un piccolo estratto (.pdf)
Ci vediamo a lezione...
Il dubbio, spesso in occasione dell'acquisto del primo apparecchio, è di quelli amletici. Mi permetto di suggerirvi alcuni semplici spunti di riflessione...e anche qualche consiglio. La domanda che bisognerebbe innanzitutto porsi é: "Cosa - prevalentemente - ho intenzione di fotografare e che utilizzo desidero fare delle immagini prodotte?" Se le esigenze si limitano ad un sommario resoconto della gita al mare o della festa di compleanno o, ancora, se non sappiamo rinunciare alla (indubbia) comodità dell'ingombro ridottissimo offerto da una fotocamera tascabile, la scelta obbligata ricade su di una "compatta", naturalmente digitale. Sempre di più, il mercato offre modelli tecnologicamente avanzatissimi: lenti di qualità, risoluzioni sempre maggiori, design accattivante...basta solo decidere la somma da investire (a partire da un centinaio di euro, in su). Se decidiamo invece di impegnarci seriamente nell'impresa; avere il pieno controllo dell'inquadratura; gestire autonomamente tempi e diaframmi; disporre di un set di obiettivi di qualità ottica ineccepibile; se, insomma, desideriamo tradurre in immagini le nostre "visioni", attraverso un processo creativo libero e consapevole, non vi sono dubbi: scegliamo un apparecchio reflex con ottiche intercambiabili. Se tradizionale o digitale, ancora una volta dipende dalle nostre personali esigenze. Vi sono molti buoni motivi per acquistare un apparecchio a pellicola: il mercato dell'usato offre una vastissima scelta di eccellenti modelli, praticamente di tutte le marche, a prezzi molto convenienti. I principianti, soprattutto, dovrebbero considerare seriamente l'acquisto di uno di questi apparecchi (magari facendosi consigliare da un amico fotografo esperto): è molto più semplice acquisire i principi fondamentali della fotografia con una reflex a pellicola, preferibilmente manuale - o con pochissima elettronica - che con una digitale (il cui manuale d'istruzioni è spesso, per molti utenti alle prime armi, un vero e proprio rompicapo). Chi ha già solide basi, invece, potrà affiancare al corredo reflex analogico (mi raccomando, non vendetelo!) quello digitale, godendo degli indubbi vantaggi che esso offre: immediatezza del risultato, grande capacità di immagazzinaggio degli scatti, condivisione veloce degli stessi, ecc... In ogni caso, è importante non cadere nella trappola della pubblicità. Ricordate che non è tanto questo o quell'apparecchio a fare la differenza: una bella fotografia, che racconta una storia o descrive uno stato d'animo, che comunica emozioni - qualunque esse siano - è, prima di tutto, il frutto della sensibilità e della capacità espressiva dell'autore: il fotografo.
Conservare e archiviare i propri scatti fotografici richiede certamente impegno, organizzazione e costanza. Ne sanno qualcosa coloro che, ritenendola un'attività secondaria - se non addirittura marginale - si guardano bene, soprattutto per pigrizia o superficialità, dal dedicarvisi con l'attenzione e lo scrupolo che questa meriterebbe. Questo vale non solo per il materiale fotografico tradizionale - di cui ho già scritto in un precedente post - ma anche per quello digitale. Chi sostiene che, con l'avvento delle nuove tecnologie, il problema può considerarsi risolto (o perlomeno molto semplificato) si sbaglia di grosso. Certo, oggi è possibile stipare enormi quantitativi di immagini sui più svariati tipi di supporti (schede, dischi rigidi, CD e DVD ecc...); questo, se da un lato rappresenta un indubbio vantaggio, dall'altro ci induce a trascurare alcune delle fasi fondamentali del corretto processo di archiviazione: la più importante è senz'altro quella della selezione, intesa come individuazione - fondata su di un attento esame tecnico/critico - delle immagini migliori (da conservare) e di quelle mal riuscite o insignificanti (da cestinare). Fate la prova: su - ipotizziamo - 50 scatti, quanti veramente valgono la pena di essere conservati? Se siete bravi, la metà; il più delle volte, un terzo; nei casi sfortunati, uno o due! Se la foto è brutta, è brutta: a che serve conservarla (se non a rallentare l'operazione di ricerca ed a stressare la ram del computer)? Scelte le foto, poi, mettetele in una cartella. E' molto più pratico tenere tutte le immagini in un solo luogo e non sparse ovunque sul computer. Questa cartella si chiamerà, necessariamente, "Immagini" e conterrà altre cartelle (sottocartelle), tante quante ne vorrete creare, suddivise per temi e/o categorie. Esempio: la cartella "Immagini" contiene 5 sottocartelle del tipo: Natura; Arte; People; Animali; Luoghi e Oggetti generici. La cartella "Animali" conterrà a sua volta le sottocartelle: "Mammiferi", "Invertebrati", "Pesci" e così via...Dedicate tutto il tempo necessario a questa prima fase di impianto dell'archivio, creando le cartelle di base necessarie secondo le proprie personali esigenze. Nel contempo, sarà opportuno spendere un paio di minuti per inserire i "tag" relativi a ciascuna immagine: si tratta di semplici parole-chiave che descrivano sinteticamente il soggetto e/o i concetti ad esso associati e che permettono, quando occorre, di rintracciare rapidamente la foto che si desidera. In Photoshop è sufficiente cliccare su File> Info file...e inserire la/le parole-chiave nel relativo campo. Nel momento in cui serve trovare una data immagine, basterà ricorrere alla funzione di ricerca integrata in Bridge (o Browser File, nelle precedenti versioni): digitate la parola-chiave che vi interessa e il programma troverà in un sol colpo tutte le immagini che la contengono. Consiglio vivamente a tutti di effettuare regolari back-up della propria cartella Immagini, per esempio su un hard disk esterno, un DVD o su server online. Ricordate che gli utenti di computers si dividono in tre categorie: quelli che hanno perso i dati, quelli che li perderanno prima o poi...e quelli che fanno backup.
La nuova camera oscura è da pochi giorni operativa. Sono solo 6 mq ma ci sono voluti mesi di duro lavoro per allestirla come si deve: dall'impianto di areazione a tenuta di luce (realizzato modificando un normale areatore), agli sgocciolatoi per le stampe, fino all'impianto idraulico, i mobili su misura...insomma, un'impresa! Ad ogni modo, da oggi siamo a disposizione di chiunque desideri realizzare stampe bianconero di qualità, magari per una mostra, oppure semplicemente per il proprio book. Soliti sconti ai clienti affezionati. Maggiori informazioni (compreso il listino prezzi 2008/2009, scaricabile in formato Pdf) le trovate qui.
Nonostante il digitale imperversi sempre più, non tutti hanno abbandonato la fotografia tradizionale (quella, per intenderci, che utilizza la cara, vecchia pellicola). Soprattutto per ciò che riguarda il bianconero, il metodo tradizionale ha ancora molto da dire e una bella stampa da negativo - magari, realizzata pazientemente nella propria camera oscura - conserva ancora quel fascino e quel valore aggiunto che una copia digitale non è in grado di restituire. Tuttavia, a causa della scarsa domanda, può essere difficile reperire sul mercato le pellicole fotografiche (soprattutto il bianconero) senza doversi impegnare in una lunga ricerca. Difficilmente, il negozio sotto casa ci sarà d'aiuto. Meno male che c'è l'Internet: una sbirciata su Ebay a volte può essere risolutiva. Anche Twenga ci dà una mano cercando, per conto nostro, le offerte migliori dei negozi online: digitiamo, nell'apposito campo di ricerca, marca e modello della pellicola che ci interessa (a proposito, io uso - e consiglio - ILFORD FP4 e HP5) e il motore di ricerca seleziona le migliori offerte presenti al momento. Indicativamente, questo tipo di pellicola, in formato 35mm./36 pose, non dovrebbe superare i 4,50 euro al pezzo. E' buona norma chiedere al venditore la data di scadenza riportata sulla confezione. Ulteriori risorse: Il Fotoamatore, grande catena di negozi in Toscana (anche online) e Tuttofoto.com: ottimi prezzi e interessanti promozioni su vari articoli. Infine, l'ottimo Fotomatica: tutto – ma veramente, tutto – per gli appassionati e i professionisti del bianconero (compresi i chimici per farsi da soli sviluppi, fissaggi, ecc...).